In cammino...
con la CHIESA
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NOVENA al VOLTO SANTO
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1° GIORNO
Il mio cuore ripete il tuo invito:
«Cercate il mio volto!».
Il tuo volto, Signore, io cerco.

PaterAveGloria

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24 FEBBRAIO
VII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
Anno C
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Una Comunità Rivoluzionata dall'Amore
L’uomo che ha creduto all’annuncio, a quello che Dio ha fatto in Gesù(kérigma), spontaneamente si chiede: Ora che cosa devo fare? Come devo vivere?

Amare come Dio ci ha amati
La risposta è questa: ci deve essere corrispondenza tra ciò che Dio ha fatto e ciò che l’uomo deve fare. Ora la vicenda di Gesù è l’espressione storico-concreta dell’atto di amore totalmente gratuito ed universale (mentre eravamo peccatori egli, per primo, ci ha amati) con cui Dio si dona all’umanità e in cui rivela quello che è.
Il cristiano perciò deve amare di un amore gratuito ed universale, «perché»Dio in Cristo ci ha amati così.
La stessa capacità di amare ci è data dal fatto che prima siamo Stati oggetto di amore. Appare chiaro che il principio della vita morale del cristiano, l’amore gratuito e universale, o carità, non può essere compreso al di fuori del Vangelo.
Luca, nel vangelo di questa domenica, non enuncia questo principio in forma astratta, ma in forma concreta, raccogliendo una serie di detti di Gesù.
Tutti questi precetti sono delle indicazioni presentateci sotto forma drammatica per il riferimento a delle situazioni di fatto, circa la qualità e la direzione dell’agire umano in vista della sua conformazione all’agire divino («Siate misericordiosi, come è misericordioso il Padre vostro». Lc6,36). Le espressioni di Gesù fanno paura per la radicalità e l’esigenza.
Noi dobbiamo ricordare che la qualità può essere presente anche in uno stadio piuttosto iniziale di realizzazione. La direzione può essere discernibile nell’atto anche quando la mèta si trova piuttosto lontana. Ma l’esigenza che la nostra azione abbia nelle situazioni concrete della vita questa direzione e questa qualità (amore gratuito ed universale) è categorica.
Quanto Gesù dice nei detti raccolti in questo discorso non è un ordinamento completo della vita dei discepoli, né mira ad esserlo; quanto vi si dice è una serie di sintomi, segni, esempi di ciò che avviene quando il regno di Dio erompe in questo mondo ancora dominato dal peccato e dalla morte.

Segni del regno di Dio
Gesù dice in certo modo: voglio mostrarvi con alcuni esempi come è la vita nuova; e ciò che io vi mostro in tal modo voi dovrete trasformarlo in tutti i settori della vita. Voi stessi dovete essere segni del venturo regno di Dio, segni posti ad indicare che qualcosa è accaduto.
Deve apparire agli occhi del mondo dalla vostra vita e da tutti i settori di essa che il regno di Dio è iniziato (seconda lettura).
Se è vero che siamo solidali con l’uomo che è in noi e la cui dinamica è il peccato e la morte, è anche vero che per l’adesione al Vangelo diveniamo solidali con Cristo e con la sua dinamica di amore, vita e risurrezione.

Come interrompere la proliferazione della violenza
Uno dei problemi più gravi oggi è la violenza. C’è un nuovo modo«magico» di considerare la realtà, di deresponsabilizzare la persona, dicendo che la causa di tutti i mali è fuori della persona, nella società, nelle strutture, nella ereditarietà, nell’inconscio collettivo.
Questo è verità, ma non è tutta la verità. L’uomo resta, nonostante tutto, libero. Il male è entrato ed entra nel mondo per un atto di libertà dell’uomo. Non è vero che la persona è innocente dentro e che il male viene tutto da fuori di lui. E se è vero che non dovremo mai cessare di impegnarci per rendere le con­dizioni esterne di vita umanizzanti e non disumanizzanti, è anche vero che non dovremo mai cessare dal fare appello alla coscienza della persona, alla sua libertà. L’uomo è insieme vittima e assassino.
La violenza, come ogni male, ha una logica, crea una catena, mette in moto una «proliferazione».  Ci vuole qualcuno che spezzi l’anello, che interrompa la proliferazione, che ami per primo, che accetti di essere vittima senza essere assassino, che ami nonostante tutto, che ami senza essere amato.
Cristo è la vittima innocente che ha interrotto la catena.
Il cristiano, trasformato nell’intimo da Cristo, reso nuovo, inizia una nuova logica con un atto d’amore gratuito ed universale.

Senza carità tutto è vanità delle vanità
Dai «Capitoli sulla carità» di san Massimo Confessore, abate
(Centuria 1, c. 1, 45. 16-17. 23-24. 26-28. 30-40; PG 90, 962-967)
La carità è la migliore disposizione dell'animo, che nulla preferisce alla conoscenza di Dio. Nessuno tuttavia potrebbe mai raggiungere tale disposizione di carità, se nel suo animo fosse esclusivamente legato alle cose terrene.
Chi ama Dio, antepone la conoscenza e la scienza di lui a tutte le cose create, e ricorre continuamente a lui con il desiderio e con l'amore dell'animo.
Tutte le cose che esistono hanno Dio per autore e fine ultimo. Dio è di gran lunga più nobile di quelle cose che egli stesso ha fatto come creatore. Perciò colui che abbandona Dio, l'Altissimo, e si lascia attirare dalle realtà create dimostra di stimare l'artefice di tutto molto meno delle cose stesse, che da lui sono fatte.
Chi mi ama, dice il Signore, osserverà i miei comandamenti (cfr. Gv 14, 15). E aggiunge «Questo vi comando: amatevi gli uni gli altri» (Gv 15, 17). Perciò chi non ama il prossimo, non osserva i comandamenti di Dio, e chi non osserva i comandamenti non può neppure dire di amare il Signore.
Beato l'uomo che è capace di amare ugualmente ogni uomo. Chi ama Dio, ama totalmente anche il prossimo, e chi ha una tale disposizione non si affanna ad accumulare denaro, tutto per sé, ma pensa anche a coloro che ne hanno bisogno.
Ad imitazione di Dio fa elemosine al buono e al cattivo, al giusto e all'ingiusto. Davanti alle necessità degli altri non conosce discriminazione, ma distribuisce ugualmente a tutti secondo il bisogno. Né tuttavia si può dire che compie ingiustizia se a premio del bene antepone al malvagio colui che si distingue per virtù e operosità.
L'amore caritatevole non si manifesta solo nell'elargizione di denaro, ma anche, e molto di più, nell'insegnamento della divina dottrina e nel compimento delle opere di misericordia corporale.
Colui che, sordo ai richiami della vanità, si dedica con purezza di intenzione al servizio del prossimo, si libera da ogni passione e da ogni vizio e diventa partecipe dell'amore e della scienza divina.
Chi possiede dentro di sé l'amore divino, non si stanca e non viene mai meno nel seguire il Signore Dio suo, ma sopporta con animo forte ogni sacrificio e ingiuria e offesa, non augurando affatto il male a nessuno. Non dite, esclama il profeta Geremia, siamo tempio di Dio (cfr. Ger 7, 4). E neppure direte: La semplice e sola fede nel Signore nostro Gesù Cristo mi può procurare la salvezza. Questo infatti non può avvenire se non ti sarai procurato anche l'amore verso di lui per mezzo delle opere. Per quanto concerne infatti la sola fede: «Anche i demoni credono e tremano!» (Gc 2, 19).
Opera di carità è il fare cordialmente un favore, l'essere longanime e paziente verso il prossimo; e così pure usare rettamente e ordinatamente le cose create.
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APOSTOLATO DELLA PREGHIERA
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Intenzioni Febbraio 2019
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Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù
Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre. Amen.

Per l'Evangelizzazione: Per l’accoglienza generosa delle vittime della tratta delle persone, della prostituzione forzata e della violenza.
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Dei Vescovi: Perché malati e familiari ricevano la solidarietà di quanti per professione o vocazione sono a loro servizio.
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Mariana: Come Maria facciamo della nostra vita una continua offerta a Dio.
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pregare PER IL CLERO dicendo: Cuore di Gesù, sei stato presentato al Tempio... i Tuoi ministri si presentano al popolo di Dio quali Tuoi amici: fà che possano essere segno credibile della tua salvifica generosità

Ricevere il 1 febbraio, primo venerdì del mese, in unione di preghiera e di offerta per tutte le persone vittime di soprusi e violenze... perché la divina Provvidenza faccia loro incontrare buoni samaritani che curino le loro ferite e le aprano alla Speranza

NB: qualora questa mail giungesse dopo il 1° venerdì del mese, e non si conoscesse l'intenzione proposta, è buona norma prendere come abitudine di partecipare alla santa messa semplicemente dicendo: "LA OFFRO O SIGNORE SECONDO LE INTENZIONI DELLA TUA SANTA CHIESA".

Vergine forte ai piedi della Croce sostieni nel dolore e accarezza il cuore
recita quotidiana di una decina di Rosario per questa intenzione e per Papa Francesco.


11 Febbraio Nostra Signora di Lourdes (m)
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IL TEMPO ORDINARIO
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Le stagioni liturgiche si avvicendano come le stagioni della vita. I tempi di Dio si avvicendano nel ritmo dell'uomo per compenetrare sempre più la vita di ognuno di noi e, attraverso noi, dell'intera storia.
La Chiesa ci riconduce nel Tempo Ordinario, celebrato dalla liturgia in "due atti". Il 1° precede i tempi di Quaresima e di Pasqua. Il 2° segue il tempo pasquale e ci porta al termine dell'anno liturgico.

IL TEMPO DELLA SPERANZA
Il Tempo Ordinario è un periodo di attesa e di speranza; da qui la scelta del colore liturgico verde, è la palestra per esercitare il dono ricevuto, con fedeltà e gratitudine.
Fra le diverse domeniche si pongono alcune grandi festività, che ci fanno meditare sul mistero della Trinità, dell'Eucaristia, dell'Amore del Cuore di Gesù; quindi le grandi feste dei santi: S. Giovanni battista, Ss. Pietro e Paolo, S. Michele e, soprattutto la Vergine Maria nelle sue grandi solennità.
Questo tempo liturgico sfocia nella celebrazione della Chiesa trionfante nella festività di Tutti i Santi, della Chiesa sofferente e che prega per i defunti nel purgatorio, della Chiesa militante nella festa della Dedicazione; si celebra quindi Cristo Re.

L'ORDINARIO DIVENTA STRAORDINARIO!
Ecco un brano che definisce bene cosa sia il Tempo Ordinario. "Il Signore è vicino! Non angustiatevi per nulla, ma in ogni necessità esponete a Dio le vostre richieste, con preghiere, suppliche e ringraziamenti; e la pace di Dio, che sorpassa ogni intelligenza, custodirà i vostri cuori e i vostri pensieri in Cristo Gesù". É il programma di via cristiana che Paolo traccia ai Filippesi (4,6-7); e continua così; "In conclusione, fratelli, tutto quello che è vero, nobile, giusto, puro, amabile, onorato, quello che è virtù e merita lode, tutto questo sia oggetto dei vostri pensieri". Dopo la celebrazione dei grandi misteri di Cristo, giunge il tempo di fare una esperienza permanente di Cristo, quotidiana, perché il Mistero del Risorto coinvolge l'uomo nella sua interezza e nella totalità di quel tempo in cui egli vive.
Vivere e celebrare il mistero di Cristo nell'ordinario significa accettare di vivere da discepoli nella fedeltà di ogni giorno, ascoltare e incontrare il Maestro nel quotidiano, riconoscere che Dio si china su di noi e ci salva nella concretezza della nostra esperienza personale.

Il Gloria si dice nelle solennità, nelle feste e in tutte le domeniche; il Credo si dice nelle solennità e in tutte le domeniche.

VALORI DA VIVERE
Attraverso le mie azioni, parole e modo di essere voglio testimoniare le bellezza di essere cristiano.

Ed. Shalom
 
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novena al Santo Volto
1° giorno
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7ª DOMENICA - T. O.
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FEBBRAIO
mese dedicato allo
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(es. Mt 28,1-20):
Per parola:

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