VANGELO

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18 SETTEMBRE
XXIV SETTIMANA DEL T.O. ANNO DISPARI

Lc 7, 31-35
Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto.

Dal vangelo secondo Luca
In quel tempo, il Signore disse:
«A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:
“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato,
abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”.
È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”.
Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli». 

Parola del Signore

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COMMENTO AL VANGELO
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A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? E’ simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri cosi: “Vi abbiamo suonato l flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto”.

Lc 7,31-32

Gesù è la Sapienza in persona. Per questo la similitudini dei bambini a proposito della generazione dei suoi tempi è azzeccatissima!

E bisogna subito dire che non si tratta solo della generazione contemporanea alla sua vita quaggiù.

Ci sono, infatti, individui non cresciuti nonostante siano adulti per età. Il primo segno della loro immaturità è proprio il perenne scontento. È gente che ha sempre di che lamentarsi. Si direbbe che hanno il “magugno” in tasca! Si lamentano della moglie o del marito o dei figli. Si lamentano della superiora o della consorella o degli allievi. È gente che non sa vivere. Non ha imparato a gioire né per il sole che apre il cuore a speranza né per la pioggia che è tanto benefica alla vegetazione.

Hai un bel “suonare il flauto” di espressioni cordiali intrise di ottimismo. Il loro cuore rimane immobile: non danza con te il ballo della vita vissuta con Gesù sotto lo sguardo del Padre di ogni bontà e misericordia.

Se poi comunichi loro notizie circa chi sta soffrendo, a mala pena nascondono la loro indifferenza.

Altro che “piangere con chi piange” come esorta S. Paolo! È l’egoismo a chiudere mente e cuore.

Questo ritratto riguarda solo altri? A volte anch’io forse sono una casa interiormente chiusa alla gioia e al dolore di fratelli e sorelle.

È bene interrogarsi seriamente in proposito.

Casa di Preghiera San Biagio FMA