In cammino…
con la CHIESA
19 MARZO
SAN GIUSEPPE SPOSO 
DELLA BEATA VERGINE MARIA
PATRONO DELLA CHIESA UNIVERSALE 
Solennità

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LETTURE: 2 Sam 7,4-5.12-14.16; Sal 88; Rom 4,13.16-18.22;

Mt 1,16.18-21.24

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San Giuseppe ha unito Gesù alla discendenza di Davide. Gesù ha quindi potuto rivendicare questo titolo messianico preannunciato dalla Scrittura. Questa funzione di Giuseppe è messa particolarmente in rilievo dalla doppia genealogia di Gesù, che ci hanno lasciato Matteo e Luca (Mt 1,1,-17;Lc 3,23-38). 

Giuseppe è, inoltre, il patriarca il cui trova compimento il tema biblico dei«sogni» (Mt 1,20-24; 2,13-19) con i quali Dio ha spesso comunicato gli uomini le sue intenzioni.  Come Giovanni il Battista è l’ultimo dei profeti, perché indica a vista (Gv 1,29) colui che le profezie annunciavano. Così Giuseppe è l’ultimo patriarca biblico che ha ricevuto  il dono dei «sogni»(Gn 28,10-20); 37, 6-11). Questa somiglianza con gli antichi patriarchi risalta ancora di più nel racconto della fuga in Egitto con la quale Giuseppe rifà il viaggio dell’antico Giuseppe, affinché si compia in lui e in Gesù, suo figlio, il nuovo esodo (Mt 2,13-23; Os 11,1; Gn 37; 50,22-26).  

Infine Giuseppe è il capo della modestissima famiglia, nella quale vediamo realizzato il mistero dell’incarnazione del Verbo, e scopriamo la grandezza delle ultime realtà temporali di cui Dio si serve per attuare il suo piano. 

Giuseppe, sposo di Maria, è l’ultimo dei giusti dell’Antico Testamento che vive di fede. Per la fede meritò di custodire la «promessa» ormai realizzata dal «mistero di salvezza».  

Il vangelo presenta Giuseppe come figura fondamentale  nel disegno di amore del Padre, con un compito di «segno» privilegiato della paternità di Dio. La devozione popolare, decretando tanta venerazione a san Giuseppe, riconosce che Dio sceglie nella sua venerazione a san Giuseppe, riconosce che Dio sceglie nella sua opera le persone più adatte e il momento più giusto.  

Colui che presiede la liturgia eucaristica svolge come san Giuseppe un compito di «custode» e amministratore del mistero di salvezza.  

Lo spirito di servizio dei ministri di culto deva, in fondo, rendere credibile la maternità della Chiesa, la paternità di Dio. Le scelte del Padre sono fondamentalmente «giuste» e non andranno deluse dai singoli fallimenti, legati al rischio della libertà umana che Dio sempre rispetta.

  Il fedele nutrizio e custode

Dai «Discorsi» di san Bernardino da Siena, sacerdote (Disc. 2 su san Giuseppe; Opera 7,16.27-30)

Regola generale di tutte le grazie singolari partecipate a una creatura ragionevole è che quando la condiscendenza divina sceglie qualcuno per una grazia singolare o per uno stato sublime, concede alla persona così scelta tutti i carismi che le sono necessari per il suo ufficio. Naturalmente essi portano anche onore al prescelto. Ecco quanto si è avverato soprattutto nel grande san Giuseppe, padre putativo del Signore Gesù Cristo e vero sposo della regina del mondo e signora degli angeli. Egli fu scelto dall’eterno Padre come fedele nutrizio e custode dei suoi principali tesori, il Figlio suo e la sua sposa, e assolse questo incarico con la più grande assiduità. Perciò il Signore gli dice: Servo buono e fedele, entra nella gioia del tuo Signore (cfr. Mt 25,21).

Se poni san Giuseppe dinanzi a tutta la Chiesa di Cristo, egli è l’uomo eletto e singolare, per mezzo del quale e sotto il quale Cristo fu introdotto nel mondo in modo ordinato e onesto. Se dunque tutta la santa Chiesa è debitrice alla Vergine Madre, perché fu stimata degna di ricevere Cristo per mezzo di lei, così in verità dopo di lei deve a Giuseppe una speciale riconoscenza e riverenza.

Infatti egli segna la conclusione dell’Antico Testamento e in lui i grandi patriarchi e i profeti conseguono il frutto promesso. Invero egli solo poté godere della presenza fisica di colui che la divina condiscendenza aveva loro promesso.

Certamente Cristo non gli ha negato in cielo quella familiarità, quella riverenza e quell’altissima dignità che gli ha mostrato mentre viveva fra gli uomini, come figlio a suo padre, ma anzi l’ha portata al massimo della perfezione.

Perciò non senza motivo il Signore soggiunge: «Entra nella gioia del tuo Signore». Sebbene sia la gioia della beatitudine eterna che entra nel cuore dell’uomo, il Signore ha preferito dire: «Entra nella gioia», per insinuare misticamente che quella gioia non solo è dentro di lui, ma lo circonda ed assorbe da ogni parte e lo sommerge come un abisso infinito.

Ricòrdati dunque di noi, o beato Giuseppe, ed intercedi presso il tuo Figlio putativo con la tua potente preghiera; ma rendici anche propizia la beatissimo Vergine tua sposa, che è Madre di colui che con il Padre e lo Spirito Santo vive e regna nei secoli infiniti. Amen.

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APOSTOLATO DELLA PREGHIERA
Intenzioni Marzo 2019
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Offerta della giornata al Sacro Cuore di Gesù
Cuore Divino di Gesù, io ti offro per mezzo del Cuore Immacolato di Maria, madre della Chiesa, in unione al Sacrificio Eucaristico, le preghiere, le azioni, le gioie e le sofferenze di questo giorno in riparazione dei peccati e per la salvezza di tutti gli uomini, nella grazia dello Spirito Santo, a gloria del Divin Padre. Amen.
Universale: Per le comunità cristiane, in particolare quelle che sono perseguitate, perché sentano la vicinanza di Cristo e perché i loro diritti siano riconosciuti.

Dei Vescovi: Per tutti i papà, perché la vita di san Giuseppe li incoraggi a essere docili ai disegni di Dio Padre.

Mariana:Il sì di Maria alla volontà del Padre ispiri i nostri sì.

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pregare PER IL CLERO dicendo: Cuore di Gesù, sei stato divinamente formato nel grembo di maria: fa’ che i Tuoi ministri, per intercessione di Tua Madre, imparino da Te cosa significa “Misericordia e non sacrifici”

Ricevereil 1 marzo, primo venerdì del mese, in unione di preghiera e di offerta per tutti i fedeli vittime di persecuzione e discriminazione… perché trovino in Gesù un Modello di santa resilienza che divenga testimonianza e stimolo di buone conversioni.

NB: qualora questa mail giungesse dopo il 1° venerdì del mese, e non si conoscesse l’intenzione proposta, è buona norma prendere come abitudine di partecipare alla santa messa semplicemente dicendo: “LA OFFRO O SIGNORE SECONDO LE INTENZIONI DELLA TUA SANTA CHIESA”. 

Vergine potente fedele dell’inizio alla fine accompagnaci al glorioso Traguardo.
recita quotidiana di una decina di Rosario per questa intenzione e per Papa Francesco.
 

25 Marzo Annunciazione del Signore (S)

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TEMPO di QUARESIMA
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La Quaresima è il tempo liturgico in cui il cristiano si prepara, attraverso un cammino di penitenza e conversione, a vivere in pienezza il mistero della morte e risurrezione di Cristo, celebrato ogni anno nelle feste pasquali, elemento fondante e decisivo per l’esperienza cristiana. Essa si articola in cinque domeniche, dal MERCOLEDÌ delle CENERI alla messa della “CENA del SIGNORE” esclusaLe domeniche di questo tempo hanno sempre la precedenza anche sulle feste del Signore e su tutte le Solennità.
Il MERCOLEDÌ delle CENERI e il Venerdì Santo sono giorni di digiuno;nei venerdì di Quaresima invece si osserva l’astinenza dalle carni (si mangia di magro).
Durante il T. di Q. NON si dice il GLORIA e NON si canta l’ALLELUIA;
di domenica si fa sempre la professione di fede con il CREDO.
Il colore liturgico è il viola, è il colore della penitenza, dell’umiltà e del servizio, della conversione e del ritorno a Gesù.Il Cammino quaresimale è: 
* un tempo BATTESIMALE, in cui il cristiano si prepara a ricevere il sacramento del Battesimo o a ravvivare nella propria esistenza il ricordo e il significato di averlo già ricevuto; 
* un tempo PENITENZIALE, in cui il battezzato è chiamato a crescere nella fede, “Sotto il segno della misericordia divina”, in una sempre più autentica adesione a Cristo attraverso la conversione continua della mante, del cuore, della vita, espressa nel sacramento della Riconciliazione.
La Chiesa, facendo eco al Vangelo, propone ai fedeli alcuni segni specifici:
1 – ascolto più assiduo della parola di Dio: la parola della Scrittura non solo narra le opere di Dio, ma racchiude una efficacia unica che nessuna parola umana, pur alta possiede;
2 – una preghiera più intensa: per incontrare Dio ed entrare in intima comunione con lui, Gesù ci invita a essere vigilanti e perseveranti nella preghiera, “per non cadere in tentazione” (Mt 26,41);
3 – digiuno ed elemosina: contribuiscono a dare unità alla persona, corpo e anima, aiutandola a evitare il peccato e a crescere nell’intimità con il Signore; aprono il cuore all’amore di Dio e del prossimo. Scegliendo liberamente di privarci di qualcosa per aiutare gli altri mostriamo concretamente che il prossimo non ci è estraneo.
Valori da vivere: Il periodo quaresimale è momento favorevole per riconoscere la mia debolezza e accogliere, con una sincera revisione di vita, la grazia rinnovatrice del sacramento della RICONCILIAZIONE e camminare con decisione verso Cristo.
 
(tratto da Ed. Shalom)